Paesaggi Abitati

Hosterietta

La dismissione della centrale ENEL di Alessandria offre l’opportunità per riutilizzare una grande porzione di paesaggio extraurbano

Hosterietta

La dismissione della centrale ENEL di Alessandria offre l’opportunità per riutilizzare una grande porzione di paesaggio extraurbano

Tipologia
Data
Stato
Scala
XL

Il progetto parte da un forte presupposto concettuale: oggi, parlare di riuso di attrezzature urbane significa in primo luogo fare le opportune indagini per comprendere se e cosa abbia senso riutilizzare. Dopo quasi un decennio di crisi delle attività economiche e svariati di consumo indiscriminato di suolo naturale, considerare il riuso come attività fine a se stessa risulta anacronistico e antieconomico, in assenza di un tessuto sociale che esprima la domanda cui qualsiasi progetto di riuso implicitamente serve a rispondere.
Il caso della Ex Centrale elettrica di Alessandria si inserisce proprio in questo genere di scenario. Il concept progettuale risponde quindi in modo coerente, scegliendo la riattivazione di una sola metà dell’area e riconsegnando programmaticamente alla dimensione del paesaggio l’altra metà.
Alla proposta viene dato il nome di “HOSTerietta”, con un gioco di parole tra la via dell’Osterietta, luogo del progetto, e il termine inglese host, che significa “ospitare” e, in gergo informatico, indica un nodo di una rete, un punto connesso.
HOSTerietta consta quindi di più parti. L’area sottoposta alle operazioni di riuso è la metà Est dell’area. La proposta progettuale mira a costruire un laboratorio di ricerca, testing, divulgazione e vendita di sistemi legati alla mobilità elettrica, all’efficienza energetica, all’internet delle cose.

Lo skyline della centrale Enel di Alessandria

Il progetto costruisce una visione innovativa da più punti di vista: tecnologico, poiché propriamente dedicato a sistemi tecnologici avanzati; gestionale, perché l’integrazione delle funzioni produttive sperimentali e di quelle ricreative genera un modello di sostenibilità economica inedito; ambientale, perché mira alla rinaturalizzazione di parte dell’area; sociale, perché contiene servizi dedicati all’educazione. Da Sud verso Nord si incontra per primo un hub produttivo multipiano, dedicato all’energia, che accoglie una server farm, laboratori, centro consulting e spazi di coworking, oltre a serre sperimentali alimentate dal calore disperso dalla server farm e servizi di ristorazione. La parte centrale dell’area conserva gli impianti originali – in ottimo stato manutentivo – per convertirli in un percorso di edutainment sull’energia dedicato alle famiglie. Più a Nord, il vecchio serbatoio viene riutilizzato come showroom commerciale di veicoli elettrici, ampliandolo nell’area circostante con una piastra di copertura connessa alle altre parti del centro tramite un percorso sopraelevato che prende la forma di una passerella, attraversa tutto il lotto fino all’hub produttivo con un percorso visitabile, e utilizza alcune strutture esistenti come ridiscese al piano 0. Il serbatoio viene immaginato anche come dispositivo di comunicazione/visibilità nel territorio, tramite una copertura aerostatica mobile visibile da lontano e illuminata nelle ore notturne. L’area di confine viene infine utilizzata per la mobilità interna al centro e per il parcheggio dei mezzi pubblici.

Il sito della centrale e l’esploso del blocco destinato all’hub produttivo multipiano e del serbatoio riutilizzato con lo showroom commerciale di veicoli elettrici

La metà a Ovest del lotto viene rinaturalizzata progressivamente tramite interventi di permeabilizzazione del suolo – attraverso incisioni e micro-piantumazioni nello strato di cemento esistente – e la scelta di conservare i vuoti, attrezzandoli per attività all’area aperta, preservando le alberature esistenti e inserendone di nuove.
Nella consapevolezza che una trasformazione urbana di questa portata non possa che realizzarsi lungo un arco temporale ampio, la proposta progettuale contiene anche una ipotesi di programma atta a rivitalizzare l’area durante tutte le fasi della sua realizzazione tramite azioni formali e informali, messa in atto già durante lo svolgimento del concorso di idee, con un primo passo che è stato l’apertura di un account Facebook del progetto, attraverso il quale il team di progettisti si è interfacciato attivamente con le comunità destinatarie dell’intervento per raccoglierne istanze e feedback durante l’elaborazione della proposta.


Team

LSB Architetti Associati, Civico13 Studio Architetti, Daniele Baiotto, Walter Nicolino, Corrado Curti, Luca de Giorgis, Giorgio Marcon, Marta Bottero, Vitandrea Marzano, Vito Quadrato